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SABRINA QUARESIMA, VITTIMA DEL MORALISMO COLLETTIVO

È implacabile la gogna mediatica che si è rovesciata su Sabrina Quaresima, docente e preside dell’istituto scolastico superiore Montale di Roma. Cinquant’anni, indubbiamente una bella donna, che ha ottenuto quel ruolo dopo anni di lavoro all’interno delle scuole, “accusata” di aver intrattenuto una relazione sessuale con uno studente diciannovenne. E che, stando alle sue dichiarazioni, appena insediata si è scontrata con il vice preside Luigi Botticelli, il quale aveva modalità di gestione più veementi e aggressive, da lei non condivise. Scontri culminati in una discussione nel parcheggio della scuola, immortalata in un video, all’esito della quale la Quaresima ha rimosso Botticelli dall’incarico

Cosa c’entra il rapporto tra la preside e il suo vice in questa storia di presunta relazione sessuale che la donna avrebbe intrattenuto con lo studente di quel Liceo, rappresentante in surroga durante le occupazioni della scuola avvenute nei mesi scorsi? Il fatto che lo “scandalo” ha preso corpo proprio dopo che il ragazzo, accompagnato dai genitori, avrebbe rivelato al vice preside la sua relazione, mostrando alcuni screenshot di messaggi scambiati con la donna.

Da lì, è partito un putiferio che ha immediatamente bollato Sabrina Quaresima come ammaliatrice mangia uomini, approfittatrice della fragilità di un ragazzo di diciannove anni, sedotto e coinvolto in una relazione sessuale durata circa un mese. Di lei si sono rivelati fin da subito identità e volto, mentre del ragazzo si è preservato ogni elemento idoneo a identificarlo. La donna è stata ascoltata per dieci ore e mezza da un’ispettrice scolastica inviata appositamente per fare luce sul “caso”, perché, qualora fosse accertata la relazione, rischierebbe una pesante sanzione disciplinare.

Sabrina Quaresima nega i rapporti intimi con il ragazzo. Ammette di averlo conosciuto e di avere intrattenuto con lui un rapporto amicale, ma che quel rapporto non è mai sfociato in  qualcosa che andasse oltre la semplice cordialità. Peraltro, questa vicenda ha rischiato di causare ripercussioni sulla situazione familiare della donna, sposata e con figli, ma il marito, come lei stessa ha dichiarato, è assolutamente solidale con lei e crede a quanto sostenuto dalla moglie.

Dove sta la notizia, in tutto questo? Non c’è reato, perché, anche se fosse verificata la sussistenza di una relazione sessuale tra i due, sono entrambi maggiorenni, e il ragazzo non ha mai accennato a presunte molestie o violenze subite, ma anzi si sarebbe vantato con gli amici di aver conquistato una donna matura e avvenente.

Al massimo, può sussistere un illecito disciplinare, come accade in innumerevoli occasioni in àmbito lavorativo, da quello pubblico a quello privato.

In realtà, ciò che ha suscitato così tanta attenzione è la differenza di età tra i due soggetti coinvolti in questa sedicente relazione sessuale, peraltro negata dalla preside, e il fatto che quella più adulta sarebbe la donna.

Eppure, quante volte assistiamo a relazioni di coppia in cui l’uomo ha decine d’anni in più della compagna, ma nessuno si scandalizza? A parti inverse, invece, si parla di perversione, di pratiche ammaliatrici, di approfittamento della debolezza maschile. Siamo così solerti a vantarci di quanto i nostri figli siano maturi e consapevoli rispetto a quanto lo eravamo noi alla loro età, ma, per certi versi, soprattutto quelli relativi alla sfera sessuale, tendiamo a considerarli eterni bambini. A diciannove anni si è pienamente adulti e perfettamente consapevoli delle proprie azioni e delle loro conseguenze. Se ciò non è, dipende esclusivamente dal grado di maturazione personale, che non può certo portare a incolpare a prescindere una donna adulta che intrattenga una relazione con un ragazzo. Sempre che questa relazione vi sia stata.

Intanto, di Sabrina Quaresima, costretta a metterci nome, cognome e faccia e a difendersi pubblicamente da qualcosa che non rappresenta nessun genere di illecito, se non, eventualmente, professionale, sappiamo tutto.

Del diciannovenne, adulto esattamente come lei, che l’ha accusata di una relazione che la donna nega, non si sa nulla.

L’unica vera notizia, è che l’animo umano si nutre di morbosa curiosità per i fatti altrui, e che siamo tutti pronti a puntare il dito contro chi esce dal seminato di precetti morali, che chissà quanti di noi vorrebbero trasgredire, ma non hanno l’occasione, o l’ardire, di fare.

 

 

 

 

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