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QUANDO LA MORTE (NON) TI FA BELLA. IL TRAGICO DESTINO DI SAMANTHA MIGLIORE.

Lo so. Il titolo di questo pezzo pare intriso di cinismo. In realtà, il richiamo a un celeberrimo film con Meryl Streep e Goldie Hawn del lontano 1992, richiama quel desiderio di immortalità e di giovinezza, che ognuno di noi cova nel profondo, per quanto, in modo più o meno ipocrita, si finga che rughe e anni che passano non hanno nessun effetto sulla nostra autostima,

Samantha Migliore aveva cinque figli e due relazioni importanti alle spalle. Quanto amore ci fosse in quelle storie, soltanto lei avrebbe potuto testimoniarlo, ma certamente la seconda, quella da cui nacquero tre bambine, finì nel peggiore dei modi. Con il suo compagno che, impugnata una pistola, le sparò alla testa. Samantha, miracolosamente, si salvò. L’uomo fu condannato a sette anni e quattro mesi di carcere, confermati in appello pochi giorni fa.

Samantha, però, era capa tosta. Una donna tenace, fiera, che non si arrendeva a un destino avverso, ma continuava a credere nell’amore, tanto da sposarsi, appena un mese fa, con Antonio, conosciuto lo scorso anno. Lui, per lei, aveva lasciato la Germania dove viveva da anni, ed era tornato in Italia. Vivevano assieme ai cinque figli della donna, e stavano per trasferirsi in un nuovo appartamento, dando concretezza e realtà al sogno di una vita insieme.

Ma un destino beffardo si è frapposto a quel sogno. Un destino che ha istigato Samantha a voler cambiare qualcosa di sé, per inseguire il desiderio di essere più bella e attraente. E così, per ridare floridità al seno che, dopo tante gravidanze, aveva, forse, perso il turgore di un tempo, si è fidata (e affidata) di una persona conosciuta sul web, una brasiliana di nome Pamela, nota nel mondo dell’intrattenimento notturno come organizzatrice di serate mondane, e le ha dato appuntamento a casa sua.

E mentre il marito preparava il pranzo per i figli della donna, Pamela, in camera da letto, stando a quanto ammesso da lei stessa, le praticava delle iniezioni.

Antonio, che ogni tanto si recava nella stanza per vedere come stavano andando le cose, si accorse ben presto che la moglie stava male. Un seno le si era gonfiato a dismisura, e faticava a respirare. Stando a quanto riferito dall’uomo, Pamela gli avrebbe detto di prendere acqua e zucchero per rianimare Samantha, ma la donna, in pochi minuti, aveva perso i sensi, tanto da non riuscire neppure a bere.

Con la scusa di una telefonata, Pamela si è allontanata, lasciando Antonio assieme a Samantha, ormai agonizzante. Morirà poco dopo tra le braccia del marito.

Dopo alcuni giorni, Pamela si è presentata presso la Caserma dei Carabinieri di Maranello (Mo), raccontando la sua versione dei fatti. Ha ammesso di aver praticato l’iniezione al seno di Samantha, ma di essere uscita da casa sua prima di accorgersi che stava così male, tanto da aver appreso del suo decesso da internet.

Al riguardo, la dottoressa Rosalba Paola Russo, medico estetico di fama nazionale e presidente dell’AITAR (Associazione Italiana Terapia Autologa Rigenerativa), interpellata sull’argomento, riferisce: “Le uniche iniezioni al seno che si possono eseguire avvengono mediante lipofilling, che è una particolare tecnica della chirurgia estetica finalizzata ad aumentare il volume di zone del corpo che appaiono svuotate. Consiste nell’aspirare del tessuto adiposo da una zona del corpo per reintrodurlo nella zona desiderata proprio come se fosse un comune filler.

Questi trattamenti devono essere eseguiti da un chirurgo plastico o estetico in sala operatoria in assoluta sterilità e con la presenza di un anestesista.

È una tecnica frequente per aumentare il volume del seno, sicura e compatibile per modellare e dare un volume naturale, che non lascia segni né cicatrici, adatta anche a correggere asimmetrie mammarie. È una valida alternativa alle protesi e particolarmente adatta a quelle donne che hanno timore di un intervento chirurgico e che non desiderano convivere con ‘corpi estranei’.

Ovviamente questo tipo di intervento deve essere eseguito da medici competenti e specializzati, non si tratta di attività estetica ma di ‘medicina’ estetica, questo è fondamentale sottolinearlo. 

Infatti, se svolto da persone che non hanno le professionalità richieste, per non parlare dei titoli di studio indispensabili, possono verificarsi delle conseguenze gravissime, addirittura la morte della paziente.

Molti credono che fare delle punturine sul volto o sul corpo sia un atto scevro da rischi, che chiunque  abbia un po’ di esperienza con aghi e anatomia può eseguire. È una credenza assolutamente fasulla, perché di una punturina si può anche morire. 

Ritengo che non sia accettabile mettere a rischio la propria vita per risparmiare, mettendosi nelle mani di persone avventate o senza scrupoli, il cui unico scopo è guadagnare sulla pelle di persone ingenue e facilmente raggirabili.”

Dopo l’interrogatorio, Pamela è stata rilasciata, non sussistendo nei suoi confronti le esigenze cautelari che ne giustificano la custodia in carcere o l’adozione di altre misure restrittive della libertà personale.

La donna potrebbe essere indagata per esercizio abusivo della professione e per morte come conseguenza di un altro reato (ossia, appunto l’aver esercitato abusivamente la professione medica). Nel primo caso, si tratta di un delitto punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con una multa dai diecimila ai cinquantamila euro. Nel secondo caso, la pena applicata è quella prevista per il reato non voluto (nella fattispecie, la morte) nella forma colposa. In pratica, qualora fosse indagata per morte come conseguenza di altro reato, Pamela dovrebbe rispondere di omicidio colposo, la cui pena nella forma semplice è da sei mesi a cinque anni.

Nel frattempo, l’autopsia sul corpo di Samantha accerterà se la donna è morta per choc anafilattico o per altre motivazioni collegate all’iniezione praticata da Pamela.

Antonio, il marito, è inconsolabile. Aveva regalato lui quel “trattamento” alla moglie. Ha detto che si trasferirà comunque nel nuovo appartamento, assieme ai cinque figli di Samantha, che crescerà come se fossero i suoi. Nel ricordo di quella donna conosciuta sette mesi fa e di cui si era profondamente innamorato, al punto da decidere di farla continuare a vivere attraverso l’affetto per i suoi figli, che ormai, considera come suoi. 

 

 

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Visto 21/04/2022